Depressione natalizia

20 dicembre 2017 0
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Sta per arrivare il Natale, la tradizionale festa della famiglia!

Si tratta di un’occasione per ritrovare, recuperare e consolidare i legami affettivi e i sentimenti di appartenenza. Si addobba la casa, l’albero di Natale, si partecipa a pranzi e cene luculliane, ci si scambia i regali…la tradizione e l’educazione ci hanno indotto a vivere magicamente il lungo periodo natalizio.

Ma a Natale siamo tutti più buoni e più felici?

Non è proprio così…ci sono molti più Grinch di quanto immaginiamo!

Comprare tutti i regali, organizzare cene con parenti e amici, valutare l’anno trascorso, il riaffiorare del ricordo di chi non c’è più, ma soprattutto mostrarsi in sintonia con il clima di festa: tutto ciò può generare uno stato di frustrazione, tristezza e depressione.

Più in generale il fastidio, l’irritazione e il desiderio che il periodo natalizio finisca il prima possibile, possono essere identificati come i sintomi della “depressione Natalizia” o “Christmas blues” come la definiscono gli americani.

L’aspetto positivo è che questo stato psicologico non si può considerare patologico: si tratta di un malessere che trova la sua risoluzione con il rientro alla propria routine quotidiana dopo l’epifania.

I sintomi più comuni sono:

  • Mal di testa
  • Incapacità a dormire o dormire troppo
  • Cambiamenti nell’appetito causati da perdita o aumento di peso
  • Agitazione o ansia
  • Senso di colpa eccessivo o inappropriato
  • Diminuzione della capacità a pensare chiaramente o a concentrarsi
  • Diminuzione dell’interesse in attività che normalmente portano piacere come: cibo, sesso, lavoro, amici, hobby e divertimenti.

L’incontro con i propri familiari e amici, se forzato, può portare l’individuo a scontrarsi con gli aspetti disfunzionali delle proprie relazioni, situazioni conflittuali irrisolte generano disagio e tensione.

Queste occasioni ci costringono a confrontarci con noi stessi e con gli altri dovendo rispondere spesso a domande indiscrete o inopportune, che generano sensazioni di rabbia, ansia, tristezza e frustrazione. In particolare, per le persone che stanno affrontando una fase particolarmente difficile della loro vita (separazione, lutto, difficoltà lavorative), i sentimenti di solitudine e abbandono si acutizzano in prossimità delle festività e il ricordo di eventi dolorosi diventa più difficile da gestire.

La depressione natalizia non è una malattia, ma una sorta di crisi esistenziale accompagnata da malinconia, una specie di “depressione post partum”: così come la donna che ha appena partorito spesso è depressa mentre tutti si aspettano che sia felice e piena di entusiasmo, allo stesso modo una persona con un disagio interiore si sente chiamata a esternare felicità per rispondere al clichè della gioia del Natale (P. Vinciguerra).

La depressione natalizia può però originare anche dall’eccesiva aspettativa di gioia associata a questo evento, per alcuni il Natale stimola a rimuginare sull’inadeguatezza della propria vita e sulla precarietà dei legami. Le festività rappresentano infatti una pausa dalla routine quotidiana e quindi cambiamenti nelle abitudini e nelle attività, il tempo libero può far riaffiorare i problemi e le difficoltà fino a quel momento apparentemente gestiti o ignorati.

Per coloro che già soffrono di disturbi dell’umore, il Natale può far peggiorare la sintomatologia clinica e portare a manifestare risposte emotive negative, agitazione, disperazione e ritiro. Purtroppo questo periodo dell’anno si caratterizza anche per un’elevata acutizzazione di crisi depressive con possibile rilevanza di tentativi di suicidio e decessi alcol correlati.

Nel caso in cui lo stato di sofferenza psicologica si manifesti con una sintomatologia importante, è indispensabile consultare un professionista della salute mentale per impostare un intervento di cura mirato.

Occuparsi del proprio disagio è importante oltre che utile.

Se si vive un momento difficile non ci si può costringere a far finta di nulla, ostentando una felicità e una serenità fittizia.


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