Maternità: fragilità e insicurezza della neomamma prima e dopo il parto

18 giugno 2018 0
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La gravidanza e la maternità sono eventi di enorme portata nella vita di una donna.

Determinano cambiamenti fisici e psicologici che spesso possono diventare difficili da gestire e far emergere malessere e disagio.

Sono un periodo di cambiamento e di crisi evolutiva, caratterizzato da una precarietà emotiva che deriva dal trovarsi ad affrontare emozioni che spesso non si conoscono o non si sanno riconoscere, dalla paura di non essere all’altezza del compito, dal riferimento alle proprie esperienze di figlia, il cui ricordo può aiutare od ostacolare la propria esperienza di genitore.

Purtroppo l’aiuto che arriva alle mamme in attesa o alle neo-mamme dalla società in genere riguarda più consigli pratici su parto, allattamento, pappe e pannolini, piuttosto che informazioni su come nasce e si costruisce la relazione col proprio bambino, su quali emozioni, difficoltà, crisi possano scatenare la gravidanza e la maternità e su come tutte si possano affrontare in maniera efficace.

Inoltre nell’immaginario collettivo la gravidanza e la maternità sono eventi connotati sempre e solo in senso positivo: la madre deve essere felice per definizione e non può permettersi di avere problemi o se li ha deve reagire in nome dell’amore per il figlio ed il partner.

In realtà, se ci si ferma ad ascoltare una donna che è in attesa di un figlio o che lo ha appena avuto, si scoprirà che i sentimenti e le emozioni non sono certo racchiudibili in tali luoghi comuni. Emergeranno invece spesso la paura, la fatica, il senso di colpa, l’inadeguatezza, l’impotenza, la rabbia.

Capita spesso di pensare: “Ce la farò?” oppure “Sono malata se penso che non ce la faccio?”

In realtà, quando nasce un bambino, nasce anche una madre che ha bisogno di sostegno e cura quanto il bambino che deve nascere o è appena nato.

Il sostegno psicologico, l’incoraggiamento, l’ascolto ed il rispetto delle proprie sensazioni e stati d’animo è sicuramente basilare per la mamma in attesa o per la neomamma.

Per offrire cure ad un piccolo totalmente dipendente è indispensabile essere psicologicamente ed emotivamente in grado di farlo, e questo può avvenire solamente se una madre è, a sua volta accudita, se i suoi vissuti, anche e soprattutto quelli negativi, sono accolti e non rifiutati come “anormali”.

Ci sono persone che rimangono colpite quando scoprono che un neonato non suscita in loro solo sentimenti d’amore affermava Winnicott.

Invece è importante sapere che anche l’aggressività è una componente dell’amore materno, da sempre.

E’ importante sapere che ci si può sentire inadeguate, impotenti, in colpa, arrabbiate, esauste, distrutte e che questo non significa essere madri “cattive”. E’ necessario però parlare di tutti questi sentimenti, non isolarsi, non chiudersi nel proprio mondo credendo di essere “sbagliate”.

Il periodo della gravidanza è importante per costruire lo spazio affettivo che accoglierà il bambino, lo è pure per l’elaborazione delle crisi e dei conflitti che possono emergere in questo momento e che si rivelano necessari per la ristrutturazione della relazione di coppia e per la preparazione dei coniugi al ruolo di genitori.

La nascita di un figlio può infatti alterare tutta una serie di equilibri e dinamiche che la coppia si è costruita nel tempo. Possono nascere tensioni ad esempio rispetto alla gestione della vita domestica e dei ruoli in casa, sulle modalità di cura ed educazione del bambino. A volte possono riattivarsi questioni non risolte rispetto ai propri modelli genitoriali e diventa indispensabile impegnarsi per affrontarle ed elaborarle. L’arrivo di un figlio richiede una ridefinizione delle regole e degli spazi nella coppia, e questo richiede grande flessibilità, capacità di definizione dei confini del nuovo nucleo familiare e acquisizione e rinforzo delle nuove competenze genitoriali.

La genitorialità può diventare un’opportunità di crescita per la coppia, l’aiuto di un professionista può favorire il confronto e migliorare la comunicazione e l’intesa. L’esplicitazione e condivisione delle proprie ansie può ridurre le incomprensioni e rafforzare il legame.

Il servizio di sostegno alla maternità fornisce supporto psicologico alla donna nel corso della gravidanza, nei mesi immediatamente successivi al parto e durante i primi anni di vita del bambino.

Nello specifico si propone un percorso finalizzato a:

  • supportare la donna durante questa delicata fase del ciclo di vita, offrendo uno spazio di ascolto rispetto alle paure e alle preoccupazioni che possono emergere durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino
  • creare uno spazio mentale che predisponga all’accogliere il neonato. In particolare, durante la gravidanza la donna viene aiutata a rielaborare i ricordi delle relazioni con le proprie figure di accudimento e delle esperienze di sé come figlia
  • focalizzare l’attenzione sulle rappresentazioni e le aspettative della donna rispetto all’assumere il ruolo di madre
  • facilitare il riconoscimento dei bisogni emotivi e fisiologici del proprio bambino
    sostenendo le donne a rischio di depressione post partum
  • fornire un supporto rispetto alle difficoltà nell’alimentare il proprio bambino sia nella fase dell’allattamento sia durante l’acquisizione dell’alimentazione autonoma e valutare le difficoltà alimentari del bambino tra 0 e 3 anni di vita, tramite l’osservazione dell’interazione madre-bambino durante il pasto.

 


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