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8 settembre 2017 News0

Mal di scuola…tutti ne abbiamo sofferto! si tratta di uno stato emotivo che si manifesta attraverso un insieme di comportamenti disfunzionali che non consentono al ragazzo di vivere adeguatamente le attività scolastiche e di apprendere con successo, utilizzando adeguatamente le proprie capacità cognitive, affettive e relazionali.

Per alcuni ragazzi andare a scuola, seguire le lezioni, fare i compiti e studiare, può diventare in alcuni periodi un vero e proprio incubo! Ci sono bambini e adolescenti che rifiutano di andare a scuola o di fare i compiti, lamentano spesso mal di pancia o di testa, hanno difficoltà nella relazione con i compagni, partecipano poco o con scarsa attenzione alle lezioni, si sentono tristi, arrabbiati e incapaci, non compresi e perseguitati dagli insegnanti.

L’apprendimento è un percorso complesso che prevede lo sviluppo di nuove competenze ed il delinearsi di nuovi obiettivi e che porta con sé anche qualcosa di doloroso. La conoscenza, l’esplorazione e lo studio implicano infatti l’accettazione del cambiamento, costringono ad affrontare sentimenti di precarietà e a tollerare di andare incontro al rischio di insuccessi. Apprendere vuol dire anche sperimentare solitudine, frustrazione e in certi momenti anche senso di inadeguatezza. Per di più la scuola rappresenta un vero e proprio luogo di sperimentazione sociale per l’individuo che richiede autonomia, capacità di scelta, capacità di rispettare le regole e di stare in relazione con il gruppo dei pari.

Di fronte a tanta complessità può capitare che bambini e adolescenti lascino emergere le proprie fragilità con diversi comportamenti e sintomi: scarsa partecipazione, disattenzione, comportamenti di rifiuto o disturbo, cattivo rapporto con i compagni, difficoltà di apprendimento, irrequietezza, abuso di realtà virtuale, crisi al momento della scelta della scuola, autolesionismo, bullismo, somatizzazioni, disturbi del sonno, inappetenza. I sintomi del mal di scuola possono essere il segnale di diverse forme di malessere e avere cause legate alla fatica di apprendere, a difficoltà dovute ai momenti di crescita, a stati di disagio affettivo-relazionali.

Gli stati emotivi che accompagnano i bambini e i ragazzi con il mal di scuola possono essere di tre tipi:

  • ci sono situazioni in cui prevale isolamento, apatia e rifiuto scolastico;
  • ci sono casi caratterizzati da frequenti esplosioni di rabbia;
  • altre situazioni caratterizzate da stati d’ansia.

Nei casi in cui prevale l’isolamento e l’apatia, i bambini e i ragazzi fanno fatica a condividere contesti allargati, si ritraggono sempre di più dai contatti con i coetanei, collezionano molte assenze a scuola per mal di pancia, faticano a uscire di casa con il rischio di chiudersi tra le pareti della propria stanza. In casa possono essere mogi e taciturni, ma spesso appaiono scontrosi se non assecondati e rigidi nelle loro posizioni. I genitori in ansia per le sorti scolastiche del figlio, si sentono inadeguati, arrabbiati e soli davanti ad una scuola che sottolinea le mancanze senza riuscire a costruire risposte. Sempre più sfiduciati provano a convincere il figlio ad andare a scuola e affrontare le difficoltà, passando da atteggiamenti di accondiscendenza a esplosioni di rabbia e minacce.

Nelle situazioni in cui prevale la rabbia che esplode di fronte alla frustrazione, al rifiuto ed alle difficoltà, è come se il bambino o l’adolescente in quei momenti non fosse più in grado di ragionare, di pensare. La rabbia viene buttata fuori senza filtri, con urla, parolacce, spintoni e botte. Si tratta di bambini e ragazzi che a scuola collezionano note, sospensioni, bocciature, che vengono visti dall’esterno come cattivi e a volte pericolosi. Il mondo della scuola sembra schierarsi contro, tranne poi incontrare qualche insegnante che “sa come prenderlo” e che stabilisce una relazione importante ed esclusiva. Rabbia, paura, vergogna, negazione e tentativi di giustificazione sono le reazioni emotive dei genitori di fronte ai figli che sembrano aver preso il sopravvento in famiglia.

Nei casi in cui prevalgono gli stati d’ansia, situazioni come verifiche, interrogazioni ma anche momenti di socializzazione come l’intervallo, possono diventare molto angoscianti. Gli stati d’ansia possono sfociare in veri e propri attacchi di panico, momenti terribili in cui ci si sente morire: battito accelerato, sudorazione, affanno e senso di svenimento. La paura di avere un attacco arriva a bloccare la possibilità di affrontare gli ostacoli con il conseguente ritiro. Oltre al sintomo emerge una fragilità legata soprattutto alla difficoltà a tollerare le distanze, le separazioni, i cambiamenti nella vita e nelle relazioni che sono inevitabili con la crescita. Si tratta spesso di bravi ragazzi che chiedono continuamente all’adulto di essere confermati nelle loro qualità, di avere la loro approvazione, soffrono molto all’idea di perdere gli amici. I genitori possono essere spiazzati soprattutto quando il sintomo arriva all’improvviso, la preoccupazione legata alla fragilità del figlio li porta a cercare un modo per aiutarli oscillando tra l’assecondarli e lo spronarli.

Gli stati d’ansia, le esplosioni di rabbia, l’isolamento e l’apatia, insieme ai diversi sintomi del mal di scuola, sono un importante campanello di allarme, sono segnali di uno sviluppo che fatica a procedere.   E’ importante che i genitori non restino soli a decifrare questi segnali e vengano aiutati da esperti a comprendere tempestivamente cosa significano per rimettere in moto il processo evolutivo.

Uno psicoterapeuta dell’età evolutiva può sicuramente trovare le parole e le vie giuste per giungere al cuore del problema e aiutare il bambino o l’adolescente a liberarsi dei suoi fantasmi e di conseguenza guarire dal mal di scuola. Che siano un senso di inadeguatezza, eccessiva timidezza, paura di atti di bullismo o una particolare vulnerabilità psicologica, tutto si può risolvere, basta decidere di affrontare il problema.

 


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